Assotir dichiara: attenzione alle provocazioni

Condividi

Riceviamo e pubblichiamo

Quello che temevamo è puntualmente avvenuto: l’autotrasporto si trova ad essere ancora una volta strumentalizzato ed additato come corresponsabile in vicende che non lo hanno minimamente coinvolto e che non lo riguardano.

La scelta irresponsabile di una piccola sigla che, a differenza di tutte le principali Associazioni di categoria, non ha voluto sottoscrivere il protocollo d’intesa con il Governo ed ha sperato di acquisire una qualche briciola di notorietà rilanciando la proposta di un Fermo generale del settore che i fatti si sono incaricati di dimostrare del tutto velleitaria, ha comunque prodotto un gravissimo danno alle decine di migliaia di imprese che, pur nel mezzo di una crisi gravissima, hanno scelto la via del confronto e della faticosa ricerca di una via condivisa al rilancio di un settore strategico per l’Italia e per la sua economia.

“Forconi” di ogni tipo; contadini orfani delle quote latte e pieni di rabbia contro la UE; imprenditori che non hanno saputo innovarsi e che figurano tra i nostalgici vedovi delle svalutazioni competitive e dell’inflazione a due cifre con cui l’Italia si arrangiava negli anni ’70; movimenti di destra estrema che si illudono di poter fare “in Italia come in Cile”, questa è la brodaglia incommestibile che abbiamo visto all’opera nella giornata di oggi e che ha purtroppo già prodotto guasti notevolissimi, rischiando di far riaffiorare, nell’opinione pubblica, quella definizione – tirroristi – che due decenni di iniziativa sindacale aveva saputo scrollare di dosso alla nostra categoria.

E’ indispensabile non fornire il minimo appiglio a questo disegno ed evitare ogni possibile equivoco, ogni semplificazione ed ogni strumentalizzazione, tanto da parte della categoria che degli organi di stampa.

Quella in corso non è l’iniziativa dell’autotrasporto, non ne interpreta le esigenze e non ne condivide gli obiettivi, soprattutto non ne rappresenta il carattere sinceramente democratico.

L’autotrasporto, come altre categorie della piccole a media impresa italiana ha molte critiche da fare alla U.E., al Governo, ai propri committenti ed alle tante strutture di intermediazione parassitaria che ne impediscono un efficiente e moderno sviluppo.

Ma non è con l’assalto ai palazzi delle Istituzioni ed ai lavoratori delle forze dell’ordine; né creando disagio e paura in cittadini inermi che sarà possibile far uscire il Paese, l’autotrasporto e tutti gli Italiani da una crisi che ha ben altra complessità e ben altre cause.

Transfrigoroute Italia Assotir chiama ogni trasportatore alla vigilanza contro le provocazioni; chiede alle Istituzioni di garantire la circolazione e l’agibilità democratica; invita la Stampa a rappresentare correttamente all’opinione pubblica l’estraneità dell’autotrasporto a quanto sta avvenendo in queste ore.

 


Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *