30 Giugno – 29 Luglio, 40 anni dal Processo del Circeo

Il prossimo 30 giugno ricade il 40nnale del “processo del Circeo”, che si svolse nelle aule del Tribunale di Latina e si concluse il 29 luglio 1976 con la sentenza di condanna all’ergastolo per Guido, Ghira e Izzo. In quella estate del 1976 le donne di Latina presidiarono con i loro corpi, i loro slogans, i loro cartelli il Tribunale, per testimoniare solidarietà a Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, per denunciare la cultura patriarcale e sessista alla base della violenza subita dalle due ragazze, che costò la vita a Rosaria. Per alcune donne fu il proseguimento di un percorso già intrapreso, per molte altre l’inizio di un processo di presa di coscienza che portò alla nascita del Collettivo femmi nista e 10 anni dopo, il 4 febbraio del 1986, alla nascita del Centro Donna Lilith. Ed è per questo che nell’ ambito delle iniziative per il Trentennale dell’ associazione, il Centro Donna Lilith ha scelto di dare spazio al tema del femminicidio, parola che nel lontano-vicino 1976 ancora non usavamo per indicare l’ uccisione di una donna in quanto donna. Per il CDL si aprirà un mese di mobilitazione per ricordare, a 1484443_circeopartire da Rosaria e Donatella tutte le vittime di femminicidio, ma anche per interrogarci sulle strategie e le politiche di prevenzione e contrasto alla violenza di genere e al femminicidio. Il 30 giugno uno striscione -appositamente ideato dalla illustrAutrice e vignettista Stefania Spanò, in arte Anarkikka- verrà esposto all’ esterno della nostra sede, striscione che ci accompagnerà durante lo svolgimento dell’ evento finale, il prossimo 29 luglio. Lo striscione di oggi si collega idealmente a quello portato dalle donne del Gruppo femminista di Latina nel corteo che il 30 giugno 176 –il primo corteo di sole donne- attraversò la città per giungere al Tribunale, dove per un lungo mese le donne, provenienti anche da altre città, furono protagoniste di una esperienza umana e politica, che portò al consolidamento,alla crescita ed alla visibilità della cultura e della pratica femminista. Vogliamo collegare il valore simbolico del 30 giugno ’76 alla necessità di avviare riflessioni e buone pratiche sulla violenza contro le donne, a cominciare da una informazione e una comunicazione rispettosa dei generi, che superi stereotipi e pregiudizi.. E’ per questi motivi che rivolgiamo alle donne ed uomini che lavorano nei media della nostra città l’invito di incontrarci presso la nostra sede, massacro-del-circeogiovedì 30 giugno alle ore 12.00, per avviare un percorso che promuova in generale una rappresentazione rispettosa dell’identità di genere e di valorizzazione delle differenze e in particolare –considerati i 40 anni dal processo del Circeo- una maniera di raccontare la violenza sulle donne e il femminicidio che, superando l’ ottica emergenziale o “passionale”, ne sappia cogliere l’aspetto strutturale e la radice culturale patriarcale. In questo percorso non siamo sole, numerose le iniziative in tal senso, portate avanti nell’ ambito giornalistico anche da realtà associative di donne, come l’ associazione GIULIA (Giornaliste libere autonome). Ultima nel territorio regionale, il Protocollo d ‘Intesa “Donne e media”, siglato lo scorso lunedì 20 giugno in Regione Lazio, e firmato anche dall’ Ordine dei giornalisti del lazio. Affinché    anche i giornalisti le giornaliste di Latina e del territorio provinciale possano recepire le indicazioni emerse dal protocollo, condividendo l’idea e l’urgenza che una corretta informazione, il rispetto dei principi di uguaglianza, pari opportunità e valorizzazione delle differenze, l’uso di un linguaggio non sessista, sono tutte delle azioni che possono contribuire positivamente a prevenire e contrastare la violenza sulle donne.

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