Mostre: a Roma “P’Arti – Frammenti Eterogenei”

Si svolgerà dal 6 al 13 Maggio  alla Mostra collettiva d’arte contemporanea “P’ArtiFrammenti Eterogenei” presso la Sacripante Gallery, Rione Monti a Roma, a cura dell’Art director di Palazzo Velli Valeria Cirone, con 7 amici che presenteranno estratti e anteprime delle loro personali e anche qui interdisciplinarietà è la parola d’ordine, collaborare con altri artisti è fondamentale per IlaPis, corpo ed emozioni sono i protagonisti.

Yōko Ono, John Cage, Gianni Emilio Simonetti, Marina Abramović sono solo alcuni dei più famosi artisti Fluxus, un network internazionale di artisti, compositori, designer conosciuti per aver mescolato negli anni ’60 differenti discipline artistiche realizzando performance originali e che hanno lasciato il segno in campi quali le arti visive, design, letteratura e architettura.

Al Fluxus si unisce, con tutta se stessa, Ilaria Pisciottani alias Rea IlaPis, una Visual Artist fluxus, tutta pontina; presidentessa del gruppo d’arte New Format Art, nata come fotografa grazie allo spirito del Fluxus si muove empiricamente verso altre forme d’arte realizzando nelle sue mostre sempre performance notevolmente apprezzate dal pubblico. Dopo “Palingenesi”, il suo più importante progetto fotografico che la etichetta come “giovane artista Fluxus” presentato con successo in diverse mostre personali per lo più in Gallerie romane, tra il 2019 e il 2020, e per ultimo a Paratissima Torino, uno degli eventi di riferimento più importanti nel panorama artistico contemporaneo a livello nazionale, nasce ora l’ultimo lavoro di arte visiva “P’Arte di me”.

“P’Arte di me” nasce in collaborazione con Danilo Gheghi alias LBRetrA, classe 1966, appassionato di belle arti e arti applicate del ‘900 tanto da farne la sua attività lavorativa. Nel tempo collabora con diversi artisti in maniera concettuale, il più delle volte rimanendo nell’anonimato usando solo il suo nome d’arte, LBRetrA (arte ribelle) pseudonimo che usa come performer e artista concettuale New Fluxus Neo Dada.

Questo loro lavoro di arti visive afferisce a diverse discipline e tecniche che vanno dalla fotografia e pittura all’installazione artistica, arte visiva tridimensionale che comprende media, oggetti e forme espressive di qualsiasi tipo.

“P’Arte di me” è un gioco di parole che intende svelare una forte componente autobiografica, IlaPis racconta il problema del dolore cronico che da anni la affligge ma svela anche la parte più bella di sé, quella che attrae i suoi sostenitori, quella percepita come ombra artistica che «mi fa definire dagli altri “arte nell’arte”. La parte migliore di me è quella che mi fa assaporare profondamente e fino all’ultima goccia il senso di un dolore che mi fa accettare tutto con amore, “Serendipità” ed estrema resilienza, rendendomi ogni giorno una persona migliore».

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