La pesca ai pesci di galla raccontata da Simone Paniconi

La pesca ai pesci di galla raccontata da Simone Paniconi
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Il surfcasting fino a qualche anno fa si praticava solo alla presenza di grandi perturbazioni o mareggiate, si utilizzavano attrezzature ed esche molto grezze e pesanti, oggi, per via delle variazioni dell’ambiente marino questo non è più possibile. I cambiamenti climatici ci hanno portato a modificare le attrezzature, le esche, le montature e soprattutto la nostra mentalità. Con la tecnica del Paf (pesca a fondo) praticata con mare molto calmo, gli agonisti hanno portato a perfezionare una nuova tecnica: la pesca ai pesci di galla o di superficie. Questo tipo di pesca si pratica dalla spiaggia sia di notte che di giorno ed in qualsiasi periodo dell’anno con maggiori risultati però fra la primavera e l’autunno. La leccia, la boga, l’aguglia, l’occhiata e il sughero sono i pesci comunemente catturabili dalla spiaggia. I pesci di galla vivono in branchi e preferiscono fondali misti poiché vicino agli scogli c’è vita marina e quindi più cibo, questo, però non significa che non li possiamo insidiare su spiagge sabbiose. Il branco facilita la cattura, una volta individuata la loro posizione, non solo si possono catturare pesci in rapida sequenza ma addirittura può capitare di effettuare più di una cattura con la stessa montatura. La cattura ai pesci di galla si esegue obbligatoriamente con schiuma galleggiante, flotter o pop up, questa ci permette di far staccare l’innesco dal fondo e quindi fa sì che l’esca arrivi dove si trovano i pesci. I pop up possono essere multicolor o fosforescenti, i più usati restano comunque quelli gialli, neri, rossi e bianchi. L’altra peculiarità delle schiume galleggianti è il tipo di cellula che li contraddistingue, i pop up a cellula chiusa sono di materiale duro e non possono subire variazioni; quelli a cellula aperta invece, sono di materiale spugnoso quindi assorbono l’odore delle esche e diventano più attraenti. Le canne da usare per questo tipo di pesca devono essere molto leggere e in grado di lanciare fino a 100 grammi, le migliori sono le beach ledgering. Progettate per una pesca a corta distanza dai 0 ai 90 metri dalla riva, le beach ledgering, sono attrezzi molto sensibili e ci permettono di vedere molto meglio le mangiate, anche di pesci obbiettivamente piccoli, inoltre consentono un recupero molto divertente e dinamico. Per la pesca a lunga distanza invece, è bene usare canne da vero e proprio surf casting, in grado di lanciare zavorre fino a 150 grammi a distanze ragguardevoli dalla costa, le canne molto più robuste offriranno però un recupero molto meno divertente. Le montature da usare per la cattura dei pesci di galla dovranno essere a due o tre ami, su queste applicheremo braccioli che varieranno dai 30 ai 150 centimetri. Anche i fili saranno particolari, dovranno essere finissimi, per evitare che la luce del sole li faccia riflettere sul pelo dell’acqua. In commercio esiste il fluorocarbon, un filo con indice pari a quello dell’acqua che lo rende pressoché invisibile. Per gli appassionati di pesca notturna è bene sapere che i pesci di galla sono attratti dalla luce, quindi, per attirarli in massa, sul bracciolo potremmo applicare delle perline fluorescenti, che però prima di essere lanciate devono essere caricate con una speciale pila a raggi ultravioletti. Nel prossimo articolo parleremo di beach ledgering, l’ultima innovativa tecnica di pesca da spiaggia.


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