Ricerca, oltre Parkinson e Alzheimer: al Santa Maria Goretti di Latina grandi risultati

In America è stato stimato che il 25% circa dei pazienti, colpiti dal morbo di Parkinson o di Alzheimer, sono in realtà affetti da idrocefalo normoteso. A differenza delle prime due forme di demenza citate, che a tutt’oggi rimangono incurabili, l’idrocefalo normoteso è una malattia curabile con la chirurgia e con prospettive di piena guarigione.

L’importanza di una diagnosi efficace è il passo principale per ottenere dei risultati positivi. In un interessante convegno, svoltosi all’Ospedale S. Maria Goretti di Latina e organizzato dal Dott. Stefano Savino, primario del reparto di neurochirurgia dell’Ospedale, nonché direttore sanitario della struttura e dal Dott. Gianpaolo Petrella medico chirurgo specialista in neurochirurgia, oltre a dare un’informazione chiara sull’origine di questa poco conosciuta forma di demenza, è stato sottolineato il fatto che, per ottenere risultati vincenti su una determinata patologia, è necessaria una rete di professionisti specializzati in diverse e molteplici discipline. Proprio questo ‘gioco di squadra vincente’ rende possibili diagnosi più accurate in merito a patologie sempre più in aumento come in questo caso specifico dell’Idrocefalo Normoteso.

Proprio questo particolare tipo di patologia, caratterizzata da tre disturbi, demenza, incontinenza urinaria e difficoltà di deambulazione, non sempre viene riconosciuta e diagnosticata proprio perché molto simile al Parkinson o all’Alzheimer. “Una diagnosi errata che, non riconosce il vero problema, implica una condanna per il paziente ad uno stato d’incurabilità con assunzione cronica di farmaci non corretta” –sottolinea il Dott. Gianpaolo Petrella – “ Il nostro ospedale è dotato di un’apparecchiatura computerizzata in grado di eseguire il “Test di Infisione”, in modo rapido e preciso, solo pochi centri in Italia, e al mondo, dispongono di tale possibilità.”

L’idrocefalo normoteso è una patologia ancora ampiamente sconosciuta. È una malattia tipica dell’anziano e rappresenta circa il 5% del totale delle demenze diagnosticate negli over 65 con un’incidenza di circa 7 nuovi casi ogni 100.000 abitanti per anno. Tale stima è verosimilmente in difetto in quanto uno studio epidemiologico norvegese del 2008, proiettabile su scala europea, ha evidenziato che la reale incidenza di tale patologia, se ci fosse un’adeguata informazione, potrebbe salire a circa 22 casi su 100.000 abitanti per anno, con una marcata incidenza fra i 70 e gli 80 anni.

Per eliminare tale forma di demenza, l’intervento è rapido e semplice e dona nuova dignità e vita sociale al paziente; consiste nell’inserire un sistema di drenaggio utilizzando una valvola, precedentemente programmata, che devia il liquor (liquido simile all’acqua) in eccesso dalle cavità ventricolari verso altri distretti, più frequentemente in addome, dove è assorbito con intervento chirurgico. Tale intervento porta alla completa guarigione.

Di fronte ad una popolazione sempre più longeva non si può non prendere atto di un cambiamento sociale e culturale in ambito medico e nella ricerca. Prendersi cura di un paziente non è più solo legato al puro intervento medico/farmaceutico, oggi comporta un’analisi e uno studio accurato dell’origine della patologia e della sua causa, un approfondimento storico della malattia, una programmazione d’intervento e controllo e una valutazione degli effetti economici, sociali e psicologici.

Per maggiori informazioni visitare il sito del responsabile scientifico, Dott. Gianpaolo Petrella www.demenza.org

Per le visite ambulatoriali contattare il numero verde 80.33.33

Per contattare il reparto di neurochirurgia dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina 0773.6556164

 Luisa Belardinelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *