Quando Orlando diventa Atomico: scritto e diretto da Giselda Palombi

Nel centenario dello scoppio della Grande Guerra e poco prima del cinquecentesimo anniversario della pubblicazione dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, Grosso Gatto porta in scena una rielaborazione contemporanea delle storie contenute nell’opera del poeta ferrarese. Torna Giselda Palombi e con lei la Compagnia Grosso Gatto con un’opera magistrale di arte teatrale, con suggestive scenografie, suoni incalzanti, sorprendenti costumi dall’aspetto ‘sostenibile’. Un’anteprima imperdibile quella che si terrà mercoledì 1 luglio alle 19:30 al circolo Culturale di Piazza Moro (edificio situato sopra il noto pub Hemingway) . Una rielaborazione dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, “L’Orlando Atomico”, che sorprenderà i preziosi ospiti accompagnandoli in un’avventura fuori dagli schemi dove si alternerà ironia, magia ed eroismo. L’esibizione andrà in scena con due soli interpreti: Giselda Palombi e Christian Mastrillo, attore e produttore video ormai presenza storica della compagnia. L’Orlando di Giselda è Atomico; è musica ed effetti sonori grazie a Enrico Angelini; è contemporaneo ed esplosivo grazie alla suggestiva scenografia di Federica Casalati e dello scenotecnico Marzio Massaro  ed ai costumi finemente creati da Simona De Marchi; è inoltre colore grazie al trucco di Valentina Palombi. L’Orlando Atomico vive realtà rocambolesche contemporanee e caotiche. La natura si consuma insieme all’essenza dell’uomo fino ad affogare nelle armi, nella plastica, nel frastuono. L’Orlando Atomico di Giselda rimane sempre però  legato all’ironia e alla magia. “Il testo – sottolinea Giselda Palombi – parla del movimento delle emozioni degli esseri umani durante la guerra. Come le correnti marine che si incrociano, temperature diverse, flussi che si scontrano o procedendo vicine non si incontrano mai: chi vuole la guerra e chi non la capisce affatto, chi scappa e chi si occupa d’altro, il senso dell’onore e quello dell’amore. Ci sono sottotemi come quello dei ruoli, quello del senso profondo delle parole, la ricerca di sé e del proprio spazio nella società. Il tutto in una chiave forte, contemporanea, divertente, magica”. Un lungo lavoro di scrittura, di rielaborazione e di studio metodico quello di Giselda, la quale con la passione e quel pizzico di sana pazzia che la contraddistingue è riuscita nel suo intento. Per caratterizzare il suo Orlando Atomico, la regista ha svolto un vivace studio sul linguaggio e sui movimenti: “Il ritmo del linguaggio sull’Orlando Atomico, è legato ad una recitazione molto varia, perchè la scena si articola su una coreografia ricca di contaminazioni da diverse influenze: dai movimenti del teatro dell’opera di Pechino, il kung fu e il tai chi, alle posture dei pupi siciliani ricreate in una chiave fluida, combattimenti e combattimenti danzati, creando un forte impatto visivo”. L’Orlando Atomico è anche sostenibile: “La nostra Compagnia – afferma soddisfatta Giselda Palombi – ha sempre ridotto al minimo la creazione da nuovo per valorizzare invece il riutilizzo di oggetti, tessuti e materiali di scarto. Nel caso di Orlando Atomico gli schinieri indossati dai narratori, ad esempio, sono costruiti con rimasugli di rete metallica, ritagli di tubi corrugati e strisce di copertone, tutti materiali destinati a finire in discarica, e a cui invece è stata data nuova vita. Abiti usati e smessi sono stati smontati e trasformati completamente, mentre gli elmi dei guerrieri sono caschi da motociclista non più omologati, E ancora: ritagli di lamiera troppo piccoli per essere utilizzabili sono stati battuti e trasformati in spalline, e vecchi pupazzi di peluche spelacchiati dall’uso sono diventati il mantello del re, e così via per ogni singolo oggetto e costume in questo spettacolo”.  Un’anteprima per pochi quindi quella di mercoledì prossimo la quale vuole celebrare il tanto atteso ritorno sulle scene della Compagnia Grosso Gatto per poi con passione e ricerca iniziare una nuova stagione teatrale itinerante, toccando tutto il territorio locale e non solo.

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