Libri, incontro con l’Autore: Giulia Soi

Autrice televisiva, blogger e youtuber, la romana  Giulia Soi, ha presentato, qualche giorno fa, all’Auditorium Parco della Musica di Roma il suo ultimo libro ( La Goccia Edizioni) “GLITCH – Figli di un dio confuso”. Il romanzo, 349 pagine  a 12. 75€ nella versione cartacea, racconta la storia di Maia è una giornalista in carriera che ha sempre provato un’attrazione irresistibile per Sebastian, il batterista dei Burning Flame, ma ha sposato il suo migliore amico Alex, stella del basket italiano.
Giulia Soi ce lo racconta così:D – Triangolo dal basket (dove rappresenta una figura di gioco) all’amore: qual è il rapporto tra lo sport e la vita in Glitch?
G – A ciascuno dei tre protagonisti ho affidato una delle mie grandi passioni: Maia ha ereditato quella per la scrittura, Sebastian quella per la musica, Alex quella per lo sport. E la sua storia di vita rappresenta in buona sostanza quello che lo sport rappresenta per me: un continuo banco di prova, un modo sempre valido per conoscere se stessi, un’opportunità di affermazione personale a ogni nuova sfida.

Giulia Soi

Quella di Glitch è una partita in cui i giocatori non mollano mai fino alla fine e che, ognuno alla propria maniera, trovano il sistema di portare a casa la vittoria. Costi quel che costi.
D – Qual è lo scenario in cui si muovono i 3 protagonisti? Perché queste scelte tra la provincia italiana al contesto internazionale?
G – Sono sempre stata attratta dai contesti piccoli, poco riconoscibili e in cui chiunque potrebbe aver passato la propria adolescenza o quantomeno un’estate, da ragazzino. Ho sempre avuto la convinzione che, per raccontare il passaggio della linea d’ombra e dare a questo momento il giusto rilievo, non ci fosse bisogno del Colosseo, della Tour Eiffel o dell’Empire State Building. Cercavo invece un’arena che fosse l’equivalente italiano dell’anonima cittadina del film American Graffiti e l’ho trovata per caso a Pesaro, dov’ero andata a passare un weekend in occasione del concerto dei Muse al (lupus in fabula!) Palascavolini.  Da sempre legata per ragioni familiari all’Adriatico e alla Romagna, ho iniziato a immaginare i tre protagonisti muoversi per le strade del centro, mangiare piadina e passeggiare in riva al mare. La celebre squadra di basket cittadina ha fatto il resto e quando sono tornata a Roma… beh, Maia, Alex e Sebastian avevano trovato una casa!
D – In Glitch scopriamo tre adulti e un quasi adulto che sembrano scambiarsi mali e malesseri sociali. Da dove nascono?
G –  Come dice il sottotitolo del libro, i protagonisti sono tutti “figli di un dio confuso”. I tre adulti sono esponenti modello di quella che io definisco “la generazione interrotta”, quella che non riesce a crescere perché il contesto sociale non glielo permette mai del tutto. Sono gli Xennials che – siano di successo come Alex e Sebastian, siano invece insoddisfatti come Maia – si dibattono tra il tempo e i soldi che non bastano mai, l’ansia di fare passi falsi, la paura del futuro, il ricordo di un passato ancora mai sopito, il desiderio di stabilizzarsi e il dubbio di non esserne in grado. Mattia, invece, è il più classico dei Millennials: non ha dietro le spalle la solidità di una famiglia tradizionale, vede con i suoi occhi il tormento della generazione precedente e non ha intenzione di viverlo a sua volta. Non sa bene quale sia la strada giusta, ma sa anche che rimuginarci troppo su non servirà a molto. Molto spesso è confuso anche lui, ma questo è un dettaglio. Forte dei suoi 17 anni, cerca di districarsi come può fra gli ostacoli del quotidiano e diventa – a sorpresa – il miglior maestro che Maia potesse sperare di incontrare. Per resistere ai malanni emotivi del nostro tempo, sembrano a volte dire i protagonisti, c’è bisogno di dialogo e confronto tra le due generazioni e forse è anche per questo che definisco Glitch un romanzo Adult young, un genere che ancora non esiste, dedicato a una generazione che non ha ancora trovato il suo posto definitivo nella società.
D – Tra i tre, Alex sembra il più risolto: sarà lo sport?
G – Alex è il personaggio che in partenza appare più oscuro, combattuto e sofferente; tramite il talento atletico e il grande amore che prova per il basket, però, riesce a trovare la sua strada con le proprie forze. È il basket che gli dimostra la sua vera natura, che lo aiuta a liberarsi dall’incubo di Maia, che lo rende adulto ben prima di quanto facciano gli altri due. È grazie al basket se Alex impara a “smarcarsi” dal triangolo senza via d’uscita in cui è stato costretto troppo a lungo, per poi andare finalmente a schiacciare vittorioso a canestro. E se lo merita davvero.
D – Tre motivi per invogliare a leggere Glitch sotto l’ombrellone?
G – Perché è un inno all’estate (reale e metaforica), soprattutto di quelle passate sulle rive dell’Adriatico; perché prova con tutte le sue forze a inseguire e a raggiungere la luce in fondo al tunnel dei tempi bui che stiamo attraversando; perché è intriso in ogni pagina di splendide canzoni, di grandi film e serie televisive, che consiglio spassionatamente a tutti coloro che avranno piacere di leggere il libro!

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