I produttori agricoli rivolgono un appello al Presidente della Regione Lazio

E’ continuata la mobilitazione di produttori agricoli, cittadini, musicisti e associazioni per sostenere l’appello rivolto alle istituzioni ed al Presidente della Regione Lazio per il rilancio dei Farmers Markets e dell’economia di filiera corta. Per chiedere di poter utilizzare come spazi di promozione diretta dei prodotti contadini e dei prodotti locali di qualità aree e beni sequestrati alla mafia o nella disponibilità della Regione Lazio. Anche domenica 13 maggio ci siamo ritrovati in tanti all’Ippodromo Capannelle – produttori, cittadini-consumatori, associazioni, musicisti indipendenti – per una grande manifestazione a sostegno dei diritti dei lavoratori della terra e del diritto dei consumatori ad un cibo sano; per chiedere alle nostre istituzioni ed al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, di sostenere con azioni concrete l’economia di filiera corta ed i mercati contadini di vendita diretta, i farmers markets, quale luogo di concreto esercizio dei diritti dei produttori agricoli e dei consumatori. Attualmente meno di 10 multinazionali controllano in tutto il pianeta, direttamente o indirettamente, il sistema alimentare e la maggior parte del mercato dei semi, degli agrotossici e dei pesticidi connessi all’uso dei semi. Il sistema agricolo ed alimentare globalizzato condiziona il sistema di distribuzione del cibo, favorendo, a danno delle produzioni locali di qualità, la diffusione di prodotti d’importazione a basso costo, con sfruttamento del lavoro e l’uso di tecniche di produzione intensive che fanno ampio uso di sostanze chimiche pericolose per la salute. A Roma e nel Lazio il 70% degli acquisti alimentari si svolgono nei supermercati della GDO, mentre i mercati rionali sono costretti a chiudere ed i produttori agricoli hanno difficoltà, anche a causa di improprie regolamentazioni locali, a trovare occasioni di vendita diretta al di fuori del proprio fondo. I mercati contadini di vendita diretta ed il sistema di filiera corta del Lazio, con i loro piccoli produttori in rapporto diretto con i consumatori, rappresentano un’alternativa a questo sistema; la possibilità per i consumatori delle nostre città di sottrarsi al monopolio dell’offerta alimentare. Questi sono i temi posti con la mobilitazione in festa del 13 maggio da tutti i soggetti che, in collaborazione con l’Osservatorio Farmers Markets, hanno aderito alla manifestazione promossa dalla Rete Mercati Contadini: Orto Botanico Università di Tor Vergata, Action Aid, Cerealia Festival, Greenpeace, Legambiente, Libera, Medici senza frontiere, Navdanya International, Seed Freedom, Food ReLOVution, Graf Gruppo e Rete, Coltivendo Mercati Contadini, Movimento Musica. Si tratta di temi che non possono considerarsi marginali nella vicenda dell’economia regionale e nella partita dei modelli di sviluppo economico praticati nella nostra regione. Ed a questi temi sono collegate anche le grandi questioni della crisi ambientale, della tutela della biodiversità e delle aree verdi, della gestione delle risorse idriche e dei rifiuti. Nel Lazio, quale riflesso di queste grandi questioni globali, va rimesso al centro del dibattito locale la questione dei Farmers Markets e dell’economia di filiera corta. E’ necessario ricollegarsi ai percorsi aperti dall’importante legge regionale che ha rilanciato la filiera corta, la L.R. 14/2016, per approvarne senza ulteriori rinvii i regolamenti attuativi, anche al fine di omogeneizzare e semplificare su tutto il territorio regionale gli iter procedimentali, amministrativi e sanitari, relativi all’istituzione ed al funzionamento dei Farmers Markets. Per questo con le manifestazioni di Capannelle abbiamo voluto sollecitare il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, a sostenere con scelte amministrative concrete l’economia di filiera corta e dei mercati contadini di vendita diretta. La Regione Lazio ha dimostrato attenzione nei confronti di questi temi, ma non ha ancora messo a punto gli strumenti per affrontare appieno le complesse emergenze in atto, dalla cui risoluzione dipende il benessere della popolazione delle nostre comunità e la possibilità di rigenerazione dei nostri territori. C’è ora bisogno di un vero e proprio salto di qualità, che la Regione Lazio potrà compiere solo se verranno identificate le competenze e le persone indispensabili a rilanciare l’azione amministrativa nei settori strategici indicati. Sollecitiamo altresì l’avvio immediato di una serie di incontri con i rappresentanti dell’amministrazione regionale sulle questioni poste con il nostro appello, al fine di definire le azioni concrete e le misure di salvaguardia che riteniamo debbano essere adottate dalla Regione Lazio, anche a mezzo dell’approvazione dei regolamenti di attuazione della legge regionale sulla filiera corta, nel più breve tempo possibile.

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