L’Anfiteatro Spettacolo: la casa dei sogni

Lavorare nel campo dello spettacolo è un sogno di molti, alcuni ce la fanno, ma sono estremamente rari coloro che eccellono. Ecco, Danilo De Paola e Valeria Vallone sono tra questi. Privilegiati? Sì, ma solo per essere stati dotati da madre natura di una spiccata sensibilità artistica e di una fortissima determinazione che li ha portati dove sono oggi e dove, sicuramente, hanno deciso di arrivare domani.

L’Anfiteatro Spettacolo, scuola d’arte, nata 18 anni fa per opera di Danilo, è attualmente una delle realtà più affermate e consolidate del territorio, che sta facilmente scavalcando i confini locali per distinguersi in contesti di più ampio respiro, guadagnandosi credibilità e consensi grazie ad un lavoro quotidiano portato avanti con il massimo impegno, la più scrupolosa professionalità e la profonda passione.

Passione innanzitutto per l’arte, per la danza e lo spettacolo nel senso più pieno e completo del termine ma passione anche per gli allievi, per la qualità del risultato e, cosa che a quanto pare non guasta, passione anche tra Danilo e Valeria, visto che oltre ad essere le colonne portanti della scuola d’arte di viale Kennedy, sono coppia fissa nella vita da quindici anni.

Un rapporto d’amore totale, a 360 gradi, una storia d’amore che, in pieno stile Anfiteatro, viaggia su alti livelli, anche per quanto riguarda la prole. E già, perché Danilo e Valeria sono genitori di due splendidi gemelli, Marco e Matteo, perché loro le cose o le fanno in grande o non le fanno proprio! Questo è lo stile della famiglia De Paola, questo è lo spirito che li unisce e che li contraddistingue, e che comincia a restituire al loro talento il meritato riconoscimento.

Due artisti che si completano e che si amplificano nelle qualità, certamente eccellenti individualmente, è però in coppia, o meglio in squadra, che danno il massimo.

Lui coreografo, regista, insegnante e ballerino di modern jazz, geniale, riservato, di poche parole ma dall’occhio lungo, lei prima ballerina con all’attivo un’infinità di spettacoli, insegnante, coreografa e supervisore coreografico, coordinatrice didattica di tutti i corsi di danza classica, neo classica e contemporanea, estroversa, solare, vulcanica e anche autoritaria al punto giusto, sono una vera e propria dinamite di creatività pronta ad esplodere alla più piccola scintilla lanciata dalla fantasia.

E il musical “Cats”, che hanno portato in scena a metà giugno, è la dimostrazione che il fuoco dell’arte non smette mai di bruciare, e che il talento e il coraggio di credere fino in fondo in se stessi, fanno la differenza.

Non sembrava di stare al D’Annunzio di Latina, (non fosse altro per il sold out) la sensazione diffusa era di trovarsi a Broadway, nessuna differenza.

L’originalità e la cura dei dettagli ha incantato il pubblico dai primi istanti, e lo ha mantenuto attaccato alla poltrona per oltre due ore di spettacolo rigorosamente live, che ha regalato emozioni fortissime non solo alla platea ma anche a tutti gli artisti sul palco, perché è di questo che stiamo parlando, di artisti completi.

Ballerine eccezionali che improvvisamente cantavano, attori che di punto in bianco ballavano e intonavano strofe, cantanti che a buon bisogno recitavano e danzavano, e un susseguirsi di alternanze artistiche, di luci, suoni e colori che spiazzava continuamente gli spettatori – tra cui spiccavano volti noti della televisione e del panorama artistico nazionale – e l’unica cosa che rimaneva da fare era applaudire a scena aperta.

Un grande, grandissimo spettacolo, una messa in scena da sogno che, grazie soprattutto alla creatività di Danilo e Valeria e dei loro collaboratori, ha centrato l’obiettivo della perfezione. Un traguardo non facile, vista la scelta di rispolverare un grande classico del repertorio del musical quale Cats, del prolifico Lloyd Webber, che è stato rispettato ma al contempo attualizzato e rinfrescato con originalità e intuizione.

Ma tutto questo non costituisce per i nostri un punto d’arrivo, affatto, loro non smettono di stupirci. Basti pensare che dopo un’annata strepitosa, come quella passata, hanno continuato a guardare avanti, senza crogiolarsi nemmeno un giorno sui successi incassati.

E sì che il 2012 è stato un anno molto denso di soddisfazioni, tanto da inaugurare nel miglior modo possibile la nascita della Compagnia L’Anfiteatro.

Con il musical “Simba il nuovo re”, liberamente ispirato al più famoso e seguito musical al mondo, The Lion King, hanno vinto il primo premio della World Ballet Accademy come miglior saggio spettacolo d’Italia, poi si sono esibiti a “Roma In Danza” al cospetto di Carla Fracci che ha applaudito alzandosi in piedi alla fine della performance della compagnia pontina, hanno ballato davanti a Papa Benedetto XVI, hanno aperto il grande spettacolo a Piazza del Popolo a Roma in occasione dell’udienza dal Santo Padre dedicata ai “Viaggiatori dello Spettacolo”, e poi, come se non bastasse, hanno conquistato anche i palcoscenici televisivi più importanti grazie al coro dei piccoli cantanti preparati da Luca Velletri, che cura anche la direzione artistica dell’Anfiteatro e che ha dato un’ulteriore tocco di eccellenza all’iter creativo, organizzativo e didattico. E martedì 9 luglio, il D’Annunzio, vedrà ancora una volta la compagnia L’Anfiteatro protagonista di una nuova sfida: la messa in scena del musical inedito “Brava”, ideato da Danilo De Paola, Valeria Vallone e Luca Velletri.

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Cosa ci dobbiamo aspettare questa volta?

Valeria “Brava sarà un’anteprima, un hi-lights, una presentazione del musical inedito basato su una storia inventata su canzoni interpretate dalla Signora della musica italiana, Mina, con arrangiamenti originali. È un progetto nel quale crediamo molto, e su cui abbiamo concentrato il lavoro della Compagnia L’Anfiteatro, che ha debuttato l’anno scorso con “Simba, il nuovo re” e che speriamo possa girare i teatri d’Italia con questo bellissimo spettacolo. Quello che vediamo nel futuro è generare lavoro per i ragazzi, quindi non solo formarli come artisti, ma anche creare le condizioni per farli lavorare come tali”.

Bè, direi proprio che è un bel sogno!

Danilo. “L’Anfiteatro è la casa dei sogni realizzabili. In questi anni ne abbiamo costruiti diversi, e per qualcuno certi sogni, iniziati qui dentro, si sono poi sviluppati in maniera importante”.

E tu Danilo, hai dei sogni nel cassetto?

“Il cassetto è aperto, quindi i sogni li sto prendendo uno alla volta.”

La tua determinazione, la tua forza di volontà, il tuo essere assolutamente fedele a te stesso e sempre convinto del tuo modo di vedere e di affrontare il lavoro sono probabilmente il segno distintivo dell’Anfiteatro…

“L’Anfiteatro è un treno che è partito quasi 20 anni fa e che non si fermerà più. Con i suoi vagoni, i suoi scompartimenti e il suo percorso, continuerà la sua corsa sulle sue rotaie e sui suoi binari. Mi piace pensare che sia un treno di sogni, e non d’illusioni. Pensa, uno dei primi spettacoli che fece L’Anfiteatro fu Cats, e ricordo che mi portò fortuna, segnò in qualche modo un passaggio importante per noi. Mi auguro che anche questa volta possa segnare un momento di svolta altrettanto positiva per i nostri progetti, che sono in sostanza continuare su questa linea facendo sempre meglio ”.

Valeria, voi avete 14 anni di differenza, quindi le vostre vite si sono incontrate quando già, ciascuno, aveva intrapreso la strada della danza, della coreografia e dell’insegnamento. Quand’è che avete capito che era questa la vostra dimensione?

“Da subito, non ho mai neanche immaginato qualcosa di diverso dalla danza. Mi sono sempre sentita nata per ballare, per vivere in sala prove, per trasmettere agli altri questa grande passione, quest’amore profondo per il mondo della danza. E anche se vedo le cose belle che ho fatto e che con Danilo abbiamo costruito nel tempo, non ho mai pensato ‘ce l’ho fatta’. Ogni volta è ovviamente una grande soddisfazione, ogni impegno mi vede dedicata sempre con tutta me stessa, ma non mi sono mai sentita ‘arrivata’. Forse quest’aspetto aiuta a non adagiarsi mai, a migliorarsi continuamente cercando stimoli nuovi e studio continuo. So di essere un’insegnante esigente, ma questo perché ho provato sulla mia pelle come l’impegno, la tenacia, lo studio, la forza di volontà riescano, con il tempo, a ripagare di tutti gli sforzi e i sacrifici affrontati. E allora cerco di trasmettere questi valori, oltre alla tecnica, alle mie allieve, sempre con grande onestà e amore…Conosco solo questo modo di lavorare! E quando ho incontrato Danilo, ho capito immediatamente che parlavamo lo stesso linguaggio, con passione e con l’anima”.

Lavorare insieme spesso si dice che non aiuti la coppia, voi però siete l’eccezione che conferma la regola?

Danilo “Dipende sempre da come si è e anche dal lavoro che si fa. Noi a quanto pare ci completiamo, ci capiamo e riusciamo a farci forza l’uno con l’altra. Non siamo mai stati in competizione, e da subito abbiamo camminato affianco”.

Valeria “Per noi condividere gli stessi interessi è stato un collante, ci ha aiutato. Certo bisogna essere intelligenti e rispettare la divisione dei ruoli, ma alla base c’è una forte stima e una grande ammirazione reciproca. E quello che si vede in scena è frutto di un profondo amore”.

Danilo “Non avrebbe sennò la stessa magia.”

Valeria “Amore per tutto, sai? Amore tra me e lui, amore per lo spettacolo, ma soprattutto per i ragazzi. La cosa più bella, e davvero lo dico senza retorica, è vedere i nostri allievi felici, emozionati, contenti. E questo è quello che apprezzano anche i genitori, ce lo dicono spesso, anche nei periodi di maggior stress, quando prepariamo gli spettacoli: ciò che conta è l’emozione che vivono”.

Qual è stato il momento più difficile?

Danilo “È sempre il momento più difficile.”

Simona Serino

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