Al Molino Farchioni la primavera profuma di pane

Al Molino Farchioni la primavera profuma di pane
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Al Molino Farchioni inizio di primavera con una giornata interamente dedicata alla conoscenza dell’arte bianca, protagonisti il Gruppo di giovani Panificatori e i fornai storici romani con due ospiti d’eccezione: la Crescia di Urbino e la Tiella di Gaeta. 

La Tiella di Carlo Avallone
La Tiella di Carlo Avallone

Contratti di filiera, produzioni biologiche, grani identitari e una squadra di fornai giovani e appassionati, uniti nel non voler disperdere la tradizione dell’arte bianca. Questi, in sintesi, i temi della giornata di approfondimento e panificazione promossa dal Molino Farchioni,  a Bastardo, in provincia di Perugia: “Umbria: cereali, terra, tradizione, biologico… elementi naturali. Una scelta di lavoro, una scelta di vita”. Occasione dell’evento riservato agli operatori del settore, la presentazione del logo ufficiale del Gruppo Giovani Panificatori e il lancio sul mercato  delle farine primaverili differenziate e

Adriano Albanesi e Ivan Mastrone
Adriano Albanesi e Ivan Mastrone

biologiche, studiate ad hoc per rispondere alle richieste di una clientela sempre più esigente. Ospiti d’eccezione in rappresentanza dello straordinario giacimento enogastronomico che caratterizza la nostra bella Italia: la Crescia di Urbino di Michele Romano e la Tiella di Gaeta di Carlo Avallone.  Ad essere posta all’attenzione del pubblico  una filiera di “Alta qualità”, capace  di garantire la sicurezza della materia prima e assicurare ai consumatori  una vasta gamma di prodotti da forno di elevato livello qualitativo e salutistico. Al centro del progetto una panificazione sviluppata intorno ai nuovi regimi alimentari e l’uso di farine in grado di  restituire agli impasti una propria identità territoriale. Un pregio dovuto a tecniche molitorie all’avanguardia e ad innovativi diagrammi di macinazione che riescono a preservare  nel chicco le qualità organolettiche, il profumo e il sapore. All’origine di tutto, l’avvicinamento ad un’agricoltura sempre più naturale e  il rafforzamento della filiera dal campo alla tavola con la sottoscrizione,  da parte dei contadini,  di un rigoroso disciplinare di produzione dove ad essere regolamentate sono le caratteristiche del terreno, il tipo di grano, l’epoca della semina, le concimazioni e le difese colturali.  Parole d’ordine: Genuinità, bontà, sicurezza, ma anche attenzione al benessere e a tutti quei valori che da sempre identificano la figura del panificatore come uno dei mestieri più nobili legati al cibo. Farchioni è una tra le realtà italiane agroindustriali più importanti con un fatturato da 125 milioni di euro, che dal 1780 produce olio, vino,

Michele Romano e Carlo Avallone
Michele Romano e Carlo Avallone

birra, farina a Giano dell’Umbria, nei pressi di Perugia.  La scelta di legarsi ai fornai e di dar vita al Gruppo Giovani Panificatori, è dovuta proprio alla condivisione dei suoi valori strategici, con l’offerta ai consumatori di prodotti di qualità etici e sostenibili, rispettosi della salute e dell’ambiente. Il vero segreto resta però quello di mantenere l’equilibrio tra tradizione, innovazione e avanguardia.  Il  pane fresco artigianale è un impasto composto da pochi e semplici ingredienti. Fondamentali, oltre alla scelta delle farine, appaiono il ritorno al lievito madre, il tipo di lavorazione e la cottura. A costi di produzione più elevati e tempi lunghi di lavorazione, corrispondono una maggiore naturalezza, qualità e digeribilità. La certificazione biologica costituisce poi un ulteriore veicolo di garanzia e un valore aggiunto, premiato, secondo una statistica condotta da

Mario Maurizi durante la preparazione del lievito madre
Mario Maurizi durante la preparazione del lievito madre

Ismea, con un più 20% dei consumi rispetto al prodotto tradizionale, nel solo 2016.  Il Gruppo dei Giovani Panificatori Farchioni, Nato ufficialmente nell’ottobre del 2016, è un’associazione il cui intento è la valorizzazione della panificazione di alta qualità attraverso metodi di lavorazione che riportano alla tradizione, al  ritorno al lievito madre e all’uso di farine autoctone selezionate.  L’obiettivo è quello di divulgare la sapienza artigiana e formare nuove leve pronte ad intraprendere il lavoro dell’arte bianca.
Fanno parte del Gruppo: Adriano Albanesi (Il Forno delle meraviglie – Roma); Ivan Mastrone (Ivan, il re del pane – Artena); Giuseppe Bernabei (Gruppo Bernabei); Gabriele Basciani (Panificio Mondial Bread); Domenico Zingarelli (Briciole – Latina); Simone Aureli (Dolce Forno);

Lievito madre
Lievito madre

Mario Maurizi (Forno Maurizi); Carlo Costantini (Il Fornaio di via Cherso); Gruppo CR Spa; Roberto Nicosanti (Panificio Val Melaina – Roma); Corrado Savinelli (L’angolo del Fornaio2); Bruno Chrubini (Maurizi, Largo Giovanni Ansaldo); Daniele Boldrini (Panificio Boldrini La Briciola); Natascia e Fulvia D’Offizi (Gioia e Golò);Edoardo Ansuini (Ansuini Fornai in Roma); Flavio (Sandrino’s Forni evoluti – Roma); Diego Erma (La Panzanella – Roma).

foto di Rosangela Petillo


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